Anilla
AnatomiaLa fascetta di carta applicata al sigaro. Identifica marca o linea, ma non sigilla qualità né autenticità da sola.
Il sito tratta contenuti relativi alla cultura del sigaro e dei distillati ed è rivolto esclusivamente a un pubblico adulto.
Anatomia, coltivazione, manifattura, conservazione e degustazione: le parole del sigaro spiegate senza fumo negli occhi.
La fascetta di carta applicata al sigaro. Identifica marca o linea, ma non sigilla qualità né autenticità da sola.
La fase in cui anilla e altre finiture vengono applicate al sigaro dopo selezione e riposo.
Tabacco conservato per un periodo prolungato prima o dopo la manifattura. Il tempo può integrare gli aromi, non corregge automaticamente una materia prima mediocre.
Vaso di vetro tradizionalmente usato per conservare e presentare alcuni sigari.
I profumi percepiti sul sigaro non acceso, soprattutto da piede e capa. Offrono indizi, non una previsione completa della fumata.
Residuo minerale della combustione. Colore e compattezza raccontano costruzione e combustione, ma non sono una pagella assoluta della qualità.
La foglia che avvolge la tripa e dà forma e stabilità al bonche prima dell’applicazione della capa.
La combinazione progettata di foglie, origini, varietà e posizioni sulla pianta che definisce il carattere del sigaro.
Sottile velo cristallino talvolta associato alla migrazione di oli. Va distinto con prudenza dalla muffa: nel dubbio, non improvvisare diagnosi.
Il fascio formato da tripa e capote prima che venga rivestito dalla capa.
La parte del sigaro che viene portata alla bocca; coincide con la testa nei parejos.
Sigaro dalla sezione squadrata, ottenuta tramite pressione nella scatola o in stampi dedicati.
Termine inglese equivalente a bonche: il corpo interno del sigaro prima della capa.
Scatola, spesso in legno, pensata per conservare sigari in fasci o file con una presentazione meno rigida del classico dress box.
Combustione asimmetrica in cui un lato avanza più dell’altro, creando una forma simile a una canoa.
La foglia esterna, scelta per elasticità, aspetto e combustione. Contribuisce all’aroma, ma non determina da sola la forza del sigaro.
Vedi binder: la foglia intermedia che contiene la tripa e sostiene la struttura.
Piccolo utensile circolare usato dal torcedor per ricavare dalla capa la porzione destinata alla testa.
Sottile striscia di cedro usata per accendere il sigaro con una fiamma morbida e controllabile.
Involucro traspirante che protegge il sigaro da abrasioni e attenua gli scambi rapidi di umidità senza creare una chiusura ermetica.
Diametro del sigaro espresso in sessantaquattresimi di pollice. Un cepo 52 misura 52/64 di pollice.
Coltello semicircolare del torcedor, usato per tagliare e rifinire le foglie sul banco.
Indicazione cromatica per capas chiare. Il colore non è una misura affidabile della forza.
Capa dal tono bruno-rossiccio, spesso collocata tra claro e maduro.
Gradazione intermedia tra claro e colorado, con riflessi bruno-dorati.
Tono più scuro del colorado, vicino al maduro ma ancora con sfumature rossastre.
La linea di braciere che separa cenere e parte non ancora bruciata. Una linea regolare facilita una fumata stabile.
Varietà e famiglia sementiera storicamente associata alle capas cubane; oggi il nome può indicare semi o profili coltivati in Paesi diversi.
Termine ampio per varietà sviluppate da semi acclimatati localmente. Non identifica un unico gusto né una sola genetica.
Asta di legno su cui le foglie vengono appese nelle case di cura.
Essiccazione controllata dopo la raccolta. Riduce l’acqua e avvia trasformazioni di colore, struttura e aroma.
Rimozione parziale o totale della nervatura centrale della foglia, secondo la funzione prevista nel sigaro.
Resistenza incontrata aspirando dal sigaro. Troppo chiuso limita il fumo; troppo aperto può accelerare calore e combustione.
Breve riposo del sigaro fuori dall’humidor, in ambiente controllato, per ridurre un eccesso di umidità prima della fumata.
Denominazione usata in programmi specifici, soprattutto Habanos, con criteri propri. La parola “limitata” va sempre letta insieme alle regole del produttore.
Selezione e classificazione delle foglie per dimensione, colore, qualità e destinazione.
Famiglia di sigari con almeno un’estremità rastremata o una forma diversa dal cilindro regolare.
Le foglie interne che formano il cuore del sigaro e ne costruiscono combustione, forza e sviluppo aromatico.
Tabacco curato con il calore e il fumo di legni selezionati. È centrale nella tradizione Kentucky e nel sigaro Toscano.
L’estremità che si accende, normalmente aperta nei parejos.
Classificazione cubana della forza e funzione delle foglie da tripa, legata soprattutto alla posizione sulla pianta.
Il reparto in cui i torcedores realizzano i sigari a mano.
Estremità chiusa portata alla bocca. Nei sigari fatti a mano è rifinita con una perilla o cappetta.
Contenitore o ambiente progettato per mantenere condizioni stabili adatte ai sigari.
Strumento che misura l’umidità relativa. Va calibrato e letto insieme alla temperatura e al comportamento reale dei sigari.
Foglie alte della pianta, più esposte al sole e generalmente più spesse, oleose e intense.
Tripa composta da foglie intere o lunghe, disposte lungo il sigaro.
Capa scura ottenuta da foglie mature e fermentazioni adeguate. Non significa automaticamente sigaro più forte.
Piccole foglie che possono svilupparsi nella parte più alta di alcune piante, ricche di oli e usate con parsimonia.
Crescita fungina favorita da umidità eccessiva o contaminazione. Non va confusa con innocue efflorescenze senza un esame attento.
Capa molto scura, spesso frutto di foglie spesse e fermentazioni intense.
Sigaro cilindrico regolare con lati paralleli, piede aperto e testa chiusa.
Figurado rastremato a entrambe le estremità, con parte centrale più larga.
Piccola porzione di capa applicata alla testa per chiudere e rifinire il sigaro.
Catasta di foglie costruita per la fermentazione. Temperatura e umidità vengono monitorate e il pilone viene rivoltato quando necessario.
Raccolta progressiva delle foglie per livelli, dal basso verso l’alto, seguendo la maturazione.
Sigaro le cui componenti di tabacco provengono dallo stesso Paese. Non significa necessariamente una sola regione o un’unica varietà.
Foro circolare praticato sulla testa. Mantiene parte della cappetta ma può concentrare il flusso.
Soffio delicato attraverso il sigaro acceso per espellere gas e riequilibrare una fumata surriscaldata.
Riaccensione dopo lo spegnimento. Prima conviene eliminare la cenere e scaldare il piede senza carbonizzarlo.
Termine commerciale o regolamentato a seconda del produttore. Da solo non garantisce un’età universale.
Passaggio di una piccola parte del fumo dalla bocca alle cavità nasali senza inspirarlo nei polmoni. Amplifica la percezione aromatica.
Foglia di posizione medio-bassa, generalmente aromatica e importante per regolarità e combustione.
Coltivazione sotto teli che filtrano il sole, favorendo foglie più sottili ed elastiche destinate spesso alla capa.
Ripieno composto da pezzi di foglia, spesso ottenuti da ritagli selezionati. Può essere usato in sigari a mano o meccanizzati.
Zona di passaggio tra corpo e testa. Il taglio dovrebbe restare sopra la spalla per evitare che la capa si apra.
Tabacco coltivato alla luce diretta, solitamente più spesso e strutturato rispetto allo shade-grown.
Balla tradizionale rivestita con corteccia di palma reale, usata per l’affinamento di alcune foglie.
Micro-rilievi visibili su certe capas, dovuti alla struttura della foglia e alla presenza di piccole sacche di oli.
Artigiano specializzato nella realizzazione manuale del sigaro.
Indicazione che identifica un sigaro realizzato interamente a mano secondo le pratiche dichiarate dal produttore.
Testa rifinita con più lembi o passaggi di capa, tradizionalmente associata alla manifattura cubana.
Difetto in cui la tripa brucia più velocemente di capa e capote, scavando un canale interno.
Custodia rigida individuale, spesso in alluminio, che protegge il sigaro durante trasporto e vendita.
A Cuba, piantagioni selezionate per produrre tabacco destinato agli Habanos secondo i criteri della filiera.
Coltivatore di tabacco; in senso più ampio, persona legata al lavoro della vega.
Nome tecnico del formato usato in fabbrica, basato su lunghezza, diametro e forma.
Nome commerciale con cui un sigaro viene presentato al pubblico, che può differire dalla vitola de galera.
Foglie più basse della pianta, leggere ma preziose per la combustione.
Termine inglese per capa, la foglia esterna del sigaro.
Rivestimento tradizionale ricavato dalla palma, usato in alcune fasi di confezionamento o affinamento del tabacco.
Colore della capa, Paese e formato non permettono da soli di prevedere forza o qualità. Il sigaro è sempre il risultato di materia prima, manifattura, conservazione e ritmo di fumata.
Le definizioni sono state scritte da zero e confrontate con fonti di filiera. Quando un termine ha significati commerciali diversi, la guida evita equivalenze assolute e invita a leggere il contesto.
Ultima revisione: 21 luglio 2026.
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